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gambar dari internet
Gempa Nepal menjadi berita hangat di seluruh dunia. Dunia seolah-olah satu hati karena gempa ini. Berbagai peristiwa memang menghiasi media masa internasional hari-hari ini. Namun, dua hari terakhir, gempa Nepal menjadi topik teratas.

Gempa Nepal memang memakan korban. Ratusan orang meninggal. Belum yang menderita, hilang begitu saja, menunggu pertolongan, dan masih terjepit benda berat. Jumlah ini besar. Manusia seolah-olah tak berarti di hadapan musibah alam seperti ini.

Banyak yang berteriak histeris, menangis, takut, dan sedih. Semua karena gempa. Teriakan penyesalan, teriakan stress, teriakan tanda kecewa. Sedih karena kehilangan sahabat, teman, keluarga. Takut karena terjadi gempa lagi, takut ditimpa reruntuhan, takut masuk jurang, masuk lubang menganga. Dalam keadaan gempa seperti ini, semua serba tak tentu. Memang demikianlah adanya.

Gempa Nepal ini seperti gempa Yogyakarta tahun 2006 yang lalu. Saya membayangkan penderitaan rakyat Nepal dan negara sekitar yang jadi korban. Teringat Yogya kala itu. Menjadi calon korban saat itu. Untunglah selamat. Dari calon korban jadi relawan. Semua berangkat dari suasana tak tentu. Menjadi relawan saat itu menjadi kilas balik. Menentukan sikap yang tepat di saat yang tidak tentu. Maka, dari ring road utara ke Bantul dan Ganjuran. Dari Gunung Kidul ke Imogiri. Dari Godean ke ring road selatan.

Gempa Nepal bukan saja jadi topik hangat media. Gempa ini membuka mata dunia. Dunia sepertinya diundang untuk berbuat sesuatu terhadap sesama. Gempa Nepal mengajak penghuni planet bumi untuk bersatu. Tidak ada persaingan. Tidak ada peperangan. Tidak ada saling tuduh.

Gempa ini mengajak untuk saling bantu. Saling berbagi. Tidak egois. Tidak saling angkat senjata. Tidak saling menguji kekuatan bom. Tidak. Gempa Nepal mengajak dunia bersatu. Dunia seakan-akan tidak berarti di hadapan kekuatan alam. Memang dunia hanya mampu bergerak setelah alam bergejolak. Gejolak alam selalu lebih besar dari kekuatan manusia. Maka, mari kita bantu rakyat Nepal dengan cara kita masing-masing.

Dunia yang akhir-akhir ini seperti tutup mata, kini bangun. Memang saatnya untuk bangun dari tidur. Saatnya untuk berangkat ke Nepal, membantu rakyat Nepal. Jadi ingat Jepang. Bangsa yang gigih membantu korban gempa. Bukan saja ketika negerinya jadi korban. Dia bergegas kala bangsa lain jadi korban. Jepang, Nepal, Asia, bersatu.

Salam salut untuk para relawan.

Turut berduka untuk keluarga para korban.

PRM, 26/4/15
Gordi


IL BEL PASTORE

“Io sono buon pastore,” dice Gesù. Con questa frase Gesù si presenta con la sua identità. Gli studiosi della bibbia dicono che meglio usare il bel pastore che il buon pastore. Nella bibbia della lingua greca, si usa parola il bel pastore. Anche al parroco di santa Cristina, preferiva dare il titolo di bel pastore a Gesù, dunque, Gesù è il bel pastore.

Bello è il verbo più larga dal buono. Buono, diciamo, è come limita nel senso morale o nel gusto del cibo. Invece bello significa ha un più profondo. È vero che Gesù non è solo buon pastore ma anche bel pastore.

Il bel pastore si presenta come colui che conosce le sue pecore e le pecore lo conoscono. Non solo conosce ma anche dà la propria vita per le pecore. Gesù usa questa parabola che deriva dalla situazione di quell’epoca. La gente avevano le pecore. Il loro mestiere è pascolare le pecore. Quindi, la maggioranza di loro è pastore, o almeno, il mercenario. Dunque, per loro è facile capire questa parabola di Gesù. Gesù annuncia loro la sua vera identità. Io sono, dice Gesù.

Come loro, anche noi, siamo le pecore di Gesù. Conosciamo Gesù e ascoltiamo la sua voce. Gesù ci conosce. La gente all’epoca di Gesù pensava che siano solo loro intorno a Gerusalemme le pecore di Gesù. Speso noi pensiamo che Gesù abbia circoscritto la sua identità di pastore solo per quella gente della sua epoca, invece egli stesso, dice ho anche delle altre pecore, che non sono di quest’ovile, anche noi siamo il suo gregge, la sua proprietà.

Gesù viene e dà la sua vita non solo per il popolo d’israele, ma per tutti gli uomini sulla terra. Gesù ama tutti e il suo amore è senza misura. Gesù viene per tutti. Così, alla fine abbiamo un solo pastore. Il bel pastore che conosce il nome e la voce del suo popolo, delle sue pecore.

Oggi, noi abbiamo la presenza di Gesù buon pastore nella figura di papa Francesco, Vescovo Enrico, Don luciano, i catechisti, i nostri genitori, etc.. Anche noi, impariamo da loro, ad essere il buon pastore per gli altri. Come anche Gesù, ci insegna attraverso il suo esempio di vita, Perciò condividiamo il nostro amore per gli altri. Con questo atto, noi diventiamo il bel pastore di oggi.

Buona domenica

Parma, 26/4/2015
Gordi

LA PREGHIERA IV DOMENICA DI PASQUA
26 APRIL 2015
di Primo Levi

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.

Considerate se questo è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando questo parole.
Scolpi tele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli,
o vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

*del foglietto per la messa in Chiesa Santa Cristina-Parma.

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